Una protesta dei dipendenti, poi una petizione con più di quattromila firme al numero uno Sundar Pichai, addirittura in venti tra tecnici e manager si erano dimessi: no quel progetto a loro non piaceva proprio perché quei robot e i droni che usavano la loro tecnologia sofisticata potevano anche uccidere. Così dopo mesi di braccio di ferro, la decisione: Google ha rotto con il dipartimento della Difesa Usa infrangendo un contratto da 9 milioni di dollari. Un prezzo alto ma l’immagine di una Silicon Valley pacifica e anti-militarista è salva.

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